di Andrea Fatibenelunedì 27 luglio 20263' di letturaDopo le polemiche sulla Russia, spunta il conflitto d’interessi per il figlio procuratore. La nomina non è più scontata Quello di Andrea Pirlo sembra essere un ottimo candidato per diventare il peggior esordio sulla panchina della Nazionale, almeno nella storia recente: l’Italia di Donadoni, “giogata” dall’eredità pesante del 2006, un mese dopo la finale di Berlino perse contro la Croazia. Nel 2010 fu Prandelli a perdere contro la Costa d’Avorio. Poi, l’inizio della fine, quando l’Italia pensò di aver toccato il fondo con Ventura, che prima di mancare la prima di diverse qualificazioni, perse 3-1 la sua prima partita con la Francia. Ma il nuovo ct selezionato da Paolo Maldini (dopo un imbarazzante ripiego obbligato dal no di Pep Guardiola) potrebbe perdere addirittura prima dell’ufficialità, attesa domani.Dopo la pioggia trasversale di critiche per via del suo contratto da “global ambassador” della società di scommesse russa Fonbet e le altrettanto numerose voci che lo screditano per via del suo scarso palmares da tecnico, ad aggravare la posizione dell’ex centrocampista si aggiunge anche un possibile conflitto di interessi. La questione è ingarbugliata dalla posizione dei figli dello stesso Pirlo e del direttore tecnico Maldini, che hanno avviato una carriera da procuratore. Nicolò, primogenito di Pirlo, si occupa di scouting per la società You First che cura gli interessi di molti giocatori. Christian, primo figlio di Maldini, lavora nell’agenzia Gr Sports, che gestisce molti calciatori italiani.Ad oggi il tema appare più come una questione di opportunità che un conflitto già accertato. Opportunità che Maldini sembra aver imbracciato dal verso sbagliato, con una serie di scelte profondamente infelici che stanno mettendo a rischio anche la sua poltrona dopo essersi trovato mezzo Parlamento sulla collottola. Anzi, è probabile che sia lui stesso a fare un passo indietro nel caso il suo progetto non dovesse essere accolto. D’altronde anche il presidente della Figc Giovanni Malagò una volta deflagrato il caos Russia, ha chiesto ulteriori verifiche sulla posizione contrattuale del ct rispetto alla società di betting e alla squadra che Pirlo attualmente allena, lo United Fc, il cui proprietario Sergey Lomakin avrebbe interessi economici rilevanti proprio all’interno di Fonbet.Secondo i legali di Pirlo però l’accordo con la società russa sarebbe connesso soltanto al suo incarico nel club emiratino e quindi, con la fine del rapporto, cesserebbe anche il legame commerciale con Fonbet. «Escludo che Malagò, persona accorta, non sapesse di questo», interviene il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in merito a Fonbet. Sulla scelta del nuovo Ct, continua, «io mi sono chiamato fuori», però «se punti all’Everest poi non puoi andare sulla collinetta dietro casa. Pirlo è un Everest come calciatore e una collinetta come allenatore». Ma oltre al doppio standard denunciato dal Movimento 5 Stelle («Perché non si critica chi ha rapporti con Israele?», dice l’europarlamentare Carolina Morace), l’unica difesa politica di Pirlo arriva da Futuro Nazionale: «Non vedo questione etica», dichiara Roberto Vannacci, «la sponsorizzazione non deve interessare a nessuno: cultura, arte e sport devono restare fuori da politica e relazioni internazionali. Come feci con Buttafuoco a Venezia, dunque, a lui do la mia solidarietà». Intanto oggi il Codacons presenterà un formale esposto all’Autorità delle Comunicazioni chiedendo di aprire un’indagine sulla violazione del divieto di sponsorizzazione alle scommesse.
Paolo Maldini rischia la poltrona: tam tam impazzito dalla Nazionale | Libero Quotidiano.it
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