Non basta la bufera politica per il ruolo di testimonial del bookmaker russo Fonbet, che Andrea Pirlo dovrebbe lasciare in caso di nomina a commissario tecnico della Nazionale. Attorno al nuovo corso immaginato da Paolo Maldini e Leonardo si è aperto un secondo fronte di polemica: quello relativo ai rispettivi figli di Maldini e Pirlo, entrambi impegnati nel mondo dei procuratori dei calciatori. Un caso che ha riportato alla memoria il precedente di Marcello Lippi, che dieci anni fa preferì rinunciare all’incarico di direttore tecnico federale proprio per evitare un conflitto di interessi legato all’attività da procuratore del figlio Davide.

Se le polemiche per l’attività di testimonial e un viaggio a Mosca erano il pretesto perfetto per contestare la scelta di Pirlo ct, il ruolo dei figli Nicolò Pirlo e Christian Maldini diventa a questo punto l’appiglio di chi spinge sul presidente Giovanni Malagò per arrivare a una soluzione diversa. In primis i club di Serie A, che da sempre preferirebbero Antonio Conte, ma non solo. La questione di un possibile conflitto di interessi, però, è più seria. Anche se formalmente non sembra esserci una violazione del quadro normativo federale, resta necessario un chiarimento per evitare di aprire il varco a dubbi e altre accuse.