La possibile nomina di Andrea Pirlo come nuovo ct della Nazionale apre un fronte delicato: sotto esame i rapporti familiari con il mondo della procura sportiva. Il precedente del 2016 con Marcello Lippi torna d’attualità e spinge la FIGC a valutare ogni aspetto prima della scelta definitiva.

Andrea Pirlo resta il candidato principale per la panchina della Nazionale italiana, ma il percorso verso la sua possibile nomina è tutt'altro che privo di ostacoli. Dopo il rifiuto di Pep Guardiola, la FIGC ha individuato nell'ex centrocampista azzurro il profilo su cui costruire il nuovo corso della squadra, una scelta sostenuta soprattutto dal direttore tecnico Paolo Maldini.

La candidatura di Pirlo, però, nelle ultime ore ha iniziato a essere accompagnata da una serie di interrogativi che stanno alimentando il dibattito dentro e fuori dalla Federazione: dalle questioni politiche legate agli sponsor fino ai dubbi regolamentari, la strada verso la firma appare più complessa del previsto. Andrea Pirlo. La Federazione ha scelto di puntare sull'ex regista di Milan, Juventus e Nazionale per aprire una nuova fase tecnica dopo le difficoltà degli ultimi anni. Pirlo rappresenta un nome di grande prestigio internazionale, con un passato da protagonista in azzurro e un'identità calcistica che la FIGC vorrebbe rilanciare.