Meneghin alla Fortitudo. Scene già viste nell’estate del 2000. Quando Andrea, cercato da Olympiacos Pireo e Barcellona, è protagonista inconsapevole del derby delle Due Torri. Nel 1999 Andrea ha vinto da protagonista lo scudetto di Varese (quello della stella) e pure l’Europeo. Un anno dopo, lo vogliono la Virtus di Ettore Messina (anche se il vice, Giordano Consolini, spinge per Manu Ginobili) e la Fortitudo di Carlo Recalcati, suo maestro a Varese nonché fresco tricolore con l’Aquila. Andrea arriva in Fortitudo con un contratto quinquennale, rescisso dopo due stagioni, perché il rendimento non è pari alle attese.

Ma il Meneghin al quale pensavamo, non è Andrea, ma papà Dino, icona di Varese prima e Milano poi, con un passaggio a Trieste. Il fatto è che, nella seconda metà degli anni Ottanta, quando la Fortitudo è presieduta da Germano Gambini, l’Aquila pensa seriamente a Dino. Un derby con Villalta da una parte e il Menego dall’altra avrebbe provocato scintille. E forse qualche mal di pancia ai tifosi sconfitti nel derby, la partita più attesa all’ombra dei portici.

Gambini nel 1986 ci prova, il Menego tentenna, perché conosce Bologna e la passione della città. Ma alla fine non se ne fa nulla. Non è fantabasket, non è una bufala. E’ stato lo stesso Dino a ripeterlo più volte. "Ci ho pensato. Ma alla fine è prevalsa l’idea di restare a Milano". Che Dino sente come casa, dopo aver scritto le prime pagine con le maglie gialle di Varese.