di
Camilla Sernagiotto
L’AI entra nelle classi di tutto il mondo: aiuta gli insegnanti dove mancano risorse, personalizza lo studio nei Paesi ricchi, ma apre il grande interrogativo sul futuro della scuola e del ruolo umano dell’educazione
Un tablet in una scuola isolata delle Filippine. Una piattaforma digitale in una classe rurale della Nigeria. Un tutor basato sull’intelligenza artificiale in una costosa scuola privata americana. Un curriculum di AI introdotto nelle scuole pubbliche indiane. La rivoluzione dell’intelligenza artificiale nella scuola non ha una sola faccia. Non arriva ovunque allo stesso modo e non risponde agli stessi bisogni. In alcune parti del mondo è una risposta alla mancanza di insegnanti e materiali didattici; in altre è una scommessa sul futuro del lavoro; altrove ancora è una fonte di preoccupazione per famiglie e studenti, che chiedono limiti, trasparenza e più spazio alle competenze umane. La scuola globale sta entrando in una fase nuova: l’intelligenza artificiale promette di rendere l’apprendimento più personalizzato, ma obbliga anche a ripensare il significato stesso dell’insegnamento. Ecco qual è la rivoluzione silenziosa che sta cambiando la scuola mondiale.






