L'ex magistrato ci invia la sua risposta alle domande poste in un editoriale dal direttore Capezzone. E su Natoli dice: «Siamo amici, ma nessun accordo con lui prima della sua audizione»

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La lettera di Roberto Scarpinato

Egregio direttore, la pubblicazione in prima pagina di un suo editoriale di scuse per un articolo nel quale era stata affermata la circostanza falsa che avrei condiviso nelle mie conversazioni con il dott. Natoli parole offensive nei confronti dei familiari di Paolo Borsellino, è gesto che apprezzo e che mi ha indotto a revocare il mandato ai miei avvocati di procedere per le vie legali. Raccolgo il suo invito a rispondere alle domande poste nell’editoriale, ma ricordo che per due volte mi sono sottoposto al fuoco di fila di domande analoghe in trasmissioni televisive e che le stesse precisazioni le ho riportate in comunicati stampa, articoli e interviste che la sua redazione non può non conoscere.

Dopo il mio pensionamento da magistrato, ho proseguito a coltivare frequentazioni e scambi di opinioni con vari colleghi, tra i quali anche Natoli, al quale sono rimasto legato da un più che trentennale rapporto di colleganza ed amicizia. Che le mie conversazioni con Natoli fossero consuetudinarie e non siano iniziate in occasione dell’inizio dei lavori della Commissione Antimafia sulla pista mafia-appalti, è dimostrato dal fatto che sono state intercettate già molti mesi prima dell’inizio dei lavori, mentre parlavamo dei più svariati argomenti, tra questi a titolo di esempio cito questioni strettamente attinenti alla mia nuova attività di parlamentare totalmente estranei al tema dei lavori della Commissione, come miei commenti fortemente critici sul caso Cospito, iniziative politiche che avevo intenzione di porre in essere con le forze di minoranza per la nomina del nuovo presidente della Commissione antimafia, i rapporti risalenti agli anni Settanta tra mafia, destra eversiva e servizi segreti, manovre occulte di alcuni condannati per le stragi per accedere, tramite favoritismi, a benefici penitenziari.