A oltre quattro anni dall’approvazione dell’Atto d’Intesa tra la Regione Calabria e l’allora Azienda Ospedaliero-Universitaria “Mater Domini”, oggi A.O.U. “Renato Dulbecco”, Gianluca Tedesco, Vice-Coordinatore Nazionale e Responsabile Territoriale del Dipartimento “Regioni e Province” del CSA-Cisal, richiama l’attenzione sul funzionamento dell’ambulatorio infermieristico della Cittadella Regionale di Catanzaro e chiede una ricognizione completa sullo stato di attuazione dell’Atto d’Intesa, approvato con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 200 del 12 maggio 2022, affinché venga accertato il rispetto degli obblighi previsti in materia di dotazioni, organizzazione e sicurezza del presidio sanitario.

Un presidio sanitario strategico

L’ambulatorio rappresenta un presidio sanitario strategico all’interno della Cittadella Regionale, struttura nella quale transitano quotidianamente oltre duemila persone tra dipendenti, utenti e visitatori. Per il CSA-Cisal è pertanto indispensabile verificare che il servizio disponga di tutte le attrezzature, i presìdi e le dotazioni previste dall’Atto d’Intesa. Tra gli aspetti ritenuti prioritari figurano la disponibilità delle attrezzature di emergenza, dei farmaci, dei materiali di consumo e dei presìdi sanitari la cui fornitura è posta a carico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria. Tedesco ricorda di aver già segnalato formalmente, nel febbraio 2024, attraverso una nota corredata da documentazione fotografica, la presenza presso l’ambulatorio di una bombola di ossigeno medicale risultata scaduta. “Riteniamo necessario un accertamento ufficiale – dichiara Tedesco – volto a verificare se, successivamente al ritiro della bombola di ossigeno medicale risultata scaduta, ne sia stata effettivamente fornita una nuova, conforme ai requisiti previsti, nonché ad accertare la presenza di tutte le ulteriori dotazioni indispensabili al corretto funzionamento del servizio. Qualora dovesse emergere che la bombola non sia mai stata sostituita, tale circostanza richiederebbe un immediato approfondimento sotto il profilo organizzativo e gestionale, considerata la funzione di sicurezza propria di un presidio sanitario destinato a garantire una prima assistenza. Una simile eventualità imporrebbe un’immediata ricostruzione delle circostanze e delle cause che ne avessero determinato il mancato reintegro. Il nostro obiettivo non è alimentare polemiche, ma contribuire al miglioramento di un presidio essenziale per la sicurezza della comunità lavorativa della Cittadella. È doveroso verificare se, a oltre quattro anni dalla sottoscrizione dell’Atto d’Intesa, tutti gli impegni previsti siano stati pienamente attuati secondo quanto stabilito dall’Atto d’Intesa”.