Mai week end in barca è stato tormentato come l'ultimo per Giovanni Malagò, che si è ritrovato a gestire un caso imprevisto, addirittura in grado di far saltare il banco a seconda della strada che imboccherà il nuovo numero uno della Figc. La sommossa anti-Pirlo per il caso della sponsorizzazione di un sito di scommesse russo è stata impetuosa e quasi imbarazzante da sostenere, per cui l'ex presidente del Coni si è preso un paio di giorni di riflessione e in queste ore, tra la tarda mattinata di oggi e il Consiglio Federale di domani, deciderà come muoversi.

Sposare la causa Pirlo, timbrando la scelta del dt Maldini e dell'advisor Leonardo, oppure abbandonarla definitivamente, non certo per questioni tecniche bensì per quelle ambientali? Malagò, infatti, nel caso di no al ct designato spiegherebbe ai suoi interlocutori le motivazioni, confermando a loro la massima fiducia e la totale libertà di movimento. Ma è ovvio che la rivolta del mondo politico contro l'ex juventino non può passare inosservata e un uomo di mondo come il presidente della Figc lo sa bene. Il problema successivo, poi, sarebbe affrontare le reazioni di Maldini e Leonardo, pronti - si dice - anche ad abbandonare la nave.Malagò nel corso del week end ha avuto più di un confronto con l'ex capitano del Milan, a cui ha già fatto presente quello che sta accadendo intorno a Pirlo e al suo legame con l'oligarca Sergey Lomakin. Giovanni riuscirà con la sua grande arte diplomatica a far digerire a Maldini una eventuale bocciatura di Pirlo? Chi conosce l'attuale dt azzurro dice che l'impresa è difficilissima, quasi impossibile, tanto che da dirigente ruppe con il Milan appena intuì che Red Bird non gli avrebbe più concesso completa libertà di manovra. Nel corso dei contatti via cellulare delle ultime ore, Maldini con Malagò è stato molto chiaro su due situazioni: se salta Pirlo, gli ha detto, è pronto a lasciare, e se mai ci fosse una minima possibilità di andare avanti tutti insieme, vuole scegliere con Leonardo l'eventuale "sostituto" di Andrea escludendo due candidati forti. Che sono, ovviamente, Roberto Mancini, il preferito di Malagò, e Antonio Conte, che secondo loro non avrebbe neanche le caratteristiche tecniche per portare avanti il progetto di una Nazionale giochista.Ecco la partita che si deve giocare tra oggi e domani mattina: il presidente della Figc sarebbe pronto a tagliare Pirlo e a perdere Maldini e Leonardo già presentati trionfalmente alla Lega di Milano? Un ribaltone clamoroso, che incrinerebbe la sua fama di abile stratega, capace di risolvere anche le situazioni più intricate. O per lui sarebbe meglio timbrare la scelta del ct contestato, infischiandosene della politica (ci pare impossibile), e continuare l'avventura con i due dirigenti già in carica? La terza via, la più difficile da percorrere, sarebbe quella di condividere con gli ex milanisti il suo candidato, cioè Roberto Mancini, sollecitato ancora prima dell'elezione al comando della Figc datata 22 giugno. Sull'ex ct, però, era già arrivato il no inderogabile di Maldini, uno che difficilmente cambia idea. E ricordiamoci che Paolo aveva accettato l'incarico solo dopo aver avuto la garanzia, inserita nel contratto, di scegliere il nuovo allenatore della Nazionale, seppure in condivisione con il presidente (tornano di moda Stefano Pioli e Raffaele Palladino?). Condivisione che potrebbe cadere, lo ribadiamo, non per questioni tecniche ma per cause politiche anche se Pirlo, con il lavoro dei suoi legali, sta cercando di risolvere il contratto con lo United Fc e con la società russa di scommesse. Ma non è detto che basti: a breve, la verità.