L'espansione dell'intelligenza artificiale continua a modificare le strategie energetiche delle principali aziende tecnologiche. L'aumento della capacità di calcolo richiesta per addestrare ed eseguire i modelli AI più avanzati ha fatto crescere rapidamente il fabbisogno di elettricità dei datacenter, spingendo molte società a valutare soluzioni in grado di garantire una fornitura continua e stabile.

In questo contesto si inserisce la decisione di Meta di lasciare RE100, l'iniziativa internazionale coordinata dall'organizzazione britannica Climate Group che riunisce oltre 400 aziende impegnate a coprire il proprio fabbisogno elettrico esclusivamente con fonti rinnovabili. Tra i membri figurano ancora aziende come Microsoft, Google e Apple.

Meta aveva aderito volontariamente al programma nel 2016, fissando l'obiettivo di raggiungere il 100% di energia rinnovabile entro il 2020. Secondo quanto riferito da Climate Group, la società non soddisferebbe più i criteri tecnici richiesti dall'iniziativa a causa degli investimenti effettuati nella realizzazione di nuove centrali alimentate a gas naturale. L'azienda ha definito l'uscita da RE100 una decisione presa di comune accordo con l'organizzazione, ribadendo al tempo stesso di mantenere l'impegno verso l'utilizzo di "energia pulita e rinnovabile al 100%".