Ridha Ramouni dice che le stesse richieste venivano rivolte ad altri giovani nordafricani in stato di necessità. Le prove che lo inchiodano e l'interrogatorio di oggi
«Ho voluto fermare la prostituzione perché ci distoglieva dalla preghiera». Stamattina 27 luglio Ridha Rahomouni, accusato dell’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari Giandomenico D’Agostino. E spiegherà perché ha colpito e bruciato il giornalista sportivo: la vittima voleva avere con lui rapporti sessuali a pagamento. La richiesta lo metteva a disagio. Così come il fatto che le stesse richieste venissero rivolte ad altri giovani nordafricani in stato di necessità.
L’inchiesta
L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Di Vico. Il decreto di fermo riporta che Ridha è accusato di omicidio aggravato e distruzione di cadavere. La relazione interpersonale tra i due è confermata dai contatti telefonici. I loro cellulari si trovavano nelle stesse zone durante le ore dell’omicidio, come provato dalle celle telefoniche. Che dimostrano che erano «nel medesimo quadrante territoriale in cui sono stati poi rinvenuti l’auto della vittima e il corpo semi-carbonizzato». Una guardia giurata e i filmati delle telecamere testimoniano la presenza della Lancia Y e di un uomo in bicicletta.











