CALALZO DI CADORE (BELLUNO) - Ancora prima di inviare una lettera al vescovo – cosa che, hanno assicurato, faranno in un secondo momento - hanno preso carta e penna ed hanno scritto al giornale. Il motivo? Far sentire la loro voce contro la decisione di monsignor Renato Marangoni, il vescovo della diocesi di Belluno Feltre, appunto, di spostare il loro parroco. A colpire non sono le proteste per un avvicendamento che nelle parrocchie avviene periodicamente, e risponde ad una prassi, tanto più e sempre di più con la riduzione costante del numero di sacerdoti diocesani. Ma piuttosto il fatto che a farsi sentire siano ragazzi giovani che riferiscono di essere rimasti sorpresi, sbigottiti e disorientati di quanto appreso. Protagonisti sono appunto alcuni ragazzi che gravitano attorno alla parrocchia di Calalzo di Cadore e che si lamentano dell’intenzione della diocesi secondo cui don Simone Ballis, arrivato in Cadore sei anni or sono, venga trasferito. «Sappiamo che le decisioni sui sacerdoti spettano al vescovo e non vogliamo metterne in discussione l’autorità – scrivono i ragazzi che si sono trovati per condividere il loro disappunto - vorremmo soltanto che venisse ascoltata anche la voce di noi giovani e delle tante famiglie che in questi anni hanno visto crescere la nostra comunità grazie all’impegno di don Simone». Per questo hanno deciso di farsi sentire, scegliendo la strada che più fa rumore: non chiedendo un incontro con monsignor Marangoni, ma coinvolgendo la stampa. Dicono: «Perché vorremmo far conoscere una situazione che sta facendo molto discutere e che ha colpito profondamente le nostre comunità».