BELLUNO - «Il nostro parroco non deve essere trasferito»: a Costa e San Nicolò la notizia comunicata dal vescovo Renato Marangoni, che il parroco don Fabio Fiori verrà trasferito a Sovramonte, ha suscitato sorpresa e rabbia, tanto che molti paesani si stanno chiedendo quali iniziative intraprendere per far recedere il vescovo dalla decisione assunta senza nemmeno la possibilità di un dialogo che consentisse di esporre le ragioni di una comunità che avrebbe bisogno di continuità nell'azione portata avanti negli anni di presenza attiva di don Fabio tra Danta e Costa.

Nella riunione tenutasi a Danta, dove monsignor Marangoni aveva comunicato la sua decisione, tra i presenti c' è stata una presa di posizione contraria al trasferimento di don Fabio e il tono della contestazione stava salendo al punto che lo stesso parroco don Fabio ha dovuto intervenire per mantenere i toni della discussione entro i limiti del rispetto verso il presule. Ma è lo stesso don Fiori a manifestare il suo dissenso sulla modalità con cui la decisione è stata presa e comunicata e la preoccupazione che le attività messe in piedi negli anni possano continuare. «Si parla tanto di sinodalità -dice don Fabio- ma poi le decisioni vengono prese al vertice, senza alcun dialogo e confronto con la base. Quando mi è stato comunicato il trasferimento ho provano a far presente la necessità di assicurare la continuità delle opere che siamo riusciti a mettere in piedi in questi anni con la collaborazione di molte persone volontarie, in particolare la cooperativa "Alberi di mango", e chiedevo al vescovo di darmi il tempo di almeno sei mesi per organizzare una successione e una continuità del mio ruolo di coordinamento, ma non mi ha dato alcuna risposta favorevole e questo mi ha molto amareggiato».