DANTA DI CADORE (BELLUNO) - Ad oltre dieci giorni dalla comunicazione della partenza di don Fabio Fiori, ancora per alcune settimane parroco di Danta e San Nicolò, la decisione assunta dal vescovo di Belluno Feltre fatica ad essere accettata. A prendere posizione è l’opposizione del Comune dantino. «Certo – esordisce il capogruppo, Andrea Baldessare Chisté – è andato “oltre il suo ministero” e forse con la sua “mole” ha pestato i piedi a qualcuno, ma ci ha fatto vedere quale sia una delle strade per aiutare la comunità a rimboccarsi le maniche e fare qualcosa per mantenere vivi i nostri paesi». E l’elenco che il consigliere dettaglia è lungo.
A Danta, per esempio, è stato il promotore ed animatore del gruppo “La bela stela”, che vivacizza il 6 gennaio, con l’arrivo della befana che scende dal campanile e la manifestazione “Brusa la Muta”, e il 13 agosto con “N ota a Danta”. Per anni ha organizzato e supportato con la collaborazione di volontari, giovani e anziani il Grest, con la partecipazione di centinaia di bambini e ragazzi di tutto il comprensorio ed intere “annate” cresciute in località Cappella Tamai. «Ha dato vita – continua Andrea Baldessare Chisté – alla cooperativa di comunità Alberi di Mango, con la quale è stato riaperto un bar, ristorante e piccolo negozio di alimentari a Costa di San Nicolò, ridando vita a un piccolo paese che certamente piangerà la sua partenza per Lamon. Infine, è riuscito a far aprire un piccolo negozio con annessa biblioteca, Ntindalduto e Algo da liede, a Danta». Il capogruppo raccoglie il dispiacere di molti dantini, per la partenza del sacerdote, che ha coinvolto i fedeli anche nei numerosi pellegrinaggi: dai luoghi di Padre Pio a Czestochowa, da Loreto a Medjugorje.







