In Italia, sul fronte M&A, "per il momento, l’abbiamo detto più di una volta, siamo osservatori". Lo ha detto il...In Italia, sul fronte M&A, "per il momento, l’abbiamo detto più di una volta, siamo osservatori". Lo ha detto il ceo di UniCredit, Andrea Orcel (nella foto), intervistato da Class Cnbc. "Perché siamo osservatori? – ha spiegato il manager – Perché abbiamo lavorato moltissimo sulle fondamenta del nostro franchise italiano e di quello del resto del gruppo. La macchina sta girando a pieno regime: abbiamo più di 1% di quota guadagnata nei primi sei mesi e ci aspettiamo che il nostro obiettivo di guadagnare un punto di quota a tre anni possa diventare quasi tre punti a 4-5 anni. Quindi se l’organico va così bene, se riusciamo quasi a guadagnare quanto la metà di una di queste banche medie organicamente e generando molto più valore per i nostri azionisti, perché no?".

Alla domanda se temesse la concorrenza in Italia dopo l’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps e la creazione del polo con Bper, Orcel ha risposto: "Non abbiamo mai impostato il gioco su chi è più grande e chi è più piccolo, ma su chi riesce più a creare valore per i nostri stakeholder nel tempo. Chi fa questo vince, quindi più qualità che quantità, e in questo momento quel gioco secondo noi lo stiamo vincendo e con quello che sta succedendo potremmo accelerare questa creazione di valore. Quindi se tutto rimane così siamo molto attenti a osservare".