Le aziende sarde scommettono su agroalimentare e made in Italy. Solo quattro progetti autorizzati per il turismo27 luglio 2026 alle 01:10La maggior parte degli investimenti in Gallura (15). Pochi nel Cagliaritano (7) e nel Nuorese (3)

Investimenti: pochi e perlopiù concentrati su un territorio. Appena quarantuno progetti presentati con le procedure della Zes e autorizzati dal Dipartimento per il Sud per una ricaduta di 240 milioni di euro. Niente, a fronte dei 9,3 miliardi di giro d’affari complessivo generato dalle autorizzazioni uniche nelle dieci Regioni dell’Area speciale. Per di più, quarantuno realtà non distribuite in modo omogeneo ma che insistono su due zone della Sardegna: la Gallura e subito dopo l’Oristanese. Cagliari non risulta particolarmente attrattiva. Quanto al Nuorese, è il deserto. Questo emerge scorrendo l’elenco delle 1.450 autorizzazioni uniche rilasciate dalla struttura di missione Zes da giugno del 2024 a oggi.

Le zone

Delle 41 aziende che hanno avuto il coraggio di sfidare i gap legati alla condizione di insularità, quindici hanno deciso di investire a Olbia, una a Loiri Porto San Paolo – ma quest’autorizzazione per il progetto della società Tavolara Bay a Cala Finanza sarà revocata dallo stesso Dipartimento per il Sud della presidenza del Consiglio dei ministri – e poi, entrando in territorio sassarese, una a Sassari e due ad Alghero. Oristano cerca di stare al passo: Roma ha detto sì a sei progetti in territorio di Santa Giusta, centro abbastanza importante per la pesca, l’agricoltura ma anche l’industria (grazie al porto); tre ricadono ad Arborea, altro centro agricolo importante, uno su Bauladu e uno su Oristano città.