di

Virginia Nesi

Il primo cittadino Michele Villarboito replica alle lamentele per il rumore dei campanacci. Dice: «Sempre più spesso i turisti si approcciano alla natura come se fosse un cartolina statica, un parco tematico o un resort ovattato»

Michele Villarboito usa l’ironia: «Un sindaco può mediare su tantissime questioni, ma non posso firmare un’ordinanza per silenziare la natura o imporre il silenzio agli animali da pascolo». Il primo cittadino di Serina (Bergamo) ci tiene a smorzare i toni — lo ha fatto anche sui social, con una vignetta satirica— dopo che alcuni villeggianti hanno lasciato il comune per il rumore dei campanacci delle mucche: «La mia porta resta aperta a tutti. Ma qui siamo in montagna, i campanacci e il profumo del pascolo sono inclusi nel prezzo».

Come mai quel rumore ha infastidito così tanto i turisti? «Dal punto di vista acustico non parliamo di un cantiere o di un martello demolitore, ma del suono tipico della vita di montagna. Per chi è abituato al silenzio artificiale dell’aria condizionata o al brusio del traffico, il rumore metallico delle campane spesso di notte o alle prime luci dell’alba risulta inaspettato».