Ma non è la prima volta che la montagna deve fare i conti con le insofferenze dei turisti di città. L’estate scorsa era stato il campanaccio di un cavallo al pascolo nei prati di Selvino, in Valle Seriana, a provocare le lamentele dei villeggiatori.

Il sindaco Andrea Santopietro aveva cercato di smorzare le polemiche e di far prevalere il buon senso e il dialogo. L’allevatore proprietario del cavallo si era invece difeso spiegando che “a Selvino gli animali ci sono sempre stati e sempre ci saranno”. Sbandierando pure, con una punta di orgoglio montano, che «nel simbolo del paese è rappresentato un cavallo. Il campanaccio, inoltre, è una usanza antica che fa parte della storia del nostro territorio». Con buona pace di chi, invece, vorrebbe avere un telecomando anche per abbassare il volume della natura.