Un sub morto, diportisti pirati e bagnanti a rischio. Carolina Mazzella è presidente dell’Area marina protetta di Punta Campanella da poco più di due settimane ed ha già dovuto fare i conti con una serie di problemi. Poche ore dopo il suo insediamento il decesso di Luigi Belardo nella baia di Puolo si presume - il risultato dell’autopsia non è ancora stato reso noto - ucciso dall’elica di una barca. Come si possono prevenire queste tragedie? «Una tragedia che mi ha scosso molto. Bisogna però aspettare l’esito dell’autopsia e le indagini. Ad oggi tutte le ipotesi sono in campo. Ci sono già le regole ad hoc per evitare queste disgrazie, regole che tutelano i sub al di là se si trovano in un’area marina protetta o meno».
Bisogna adottare misure diverse per garantire la sicurezza di chi si immerge nel mare dell’Amp attraversato ogni giorno da migliaia di imbarcazioni? «Come dicevo non servono nuove regole, ma solo rispettare quelle che ci sono». Importante anche tutelare i bagnanti. La Capitaneria ha varato un’ordinanza che impone il rispetto per le barche di precise distanze dal litorale: 200 metri dalle spiagge e 100 metri dalle coste a picco. Basta? «L’ordinanza della Capitaneria va nella giusta direzione. Il problema è solo uno: bisogna che tutti la rispettino». Proprio l’altro giorno l’Amp ha segnalato che un’imbarcazione ha violato le boe che delimitano il fiordo di Crapolla. Servono sanzioni più severe per chi si rende responsabile di simili condotte? «Le sanzioni sono già previste dal nostro regolamento. Ma crediamo che bisogna innanzitutto prevenire, sensibilizzare, far comprendere l’importanza di tutelare il mare e l'ambiente per oggi e per le future generazioni. La sfida sarà vinta quando tutti si renderanno conto che rispettare le regole conviene». L’Ais (Automatic Identification System) obbligatorio a bordo dei charter può rivelarsi utile? «Può certamente rappresentare uno strumento utile, soprattutto per migliorare la sicurezza della navigazione, la consapevolezza della situazione in mare e la gestione del traffico marittimo. Se utilizzato con finalità di prevenzione, supporto e trasparenza può offrire vantaggi sia agli operatori che alle autorità competenti. Come per ogni misura è importante che la sua applicazione sia proporzionata, tecnicamente fattibile è accompagnata da un confronto costruttivo con gli addetti ai lavori, affinché gli obiettivi di sicurezza possano conciliarsi con la sostenibilità delle attività economiche e con una gestione efficace delle risorse». Ritiene serva una presenza maggiore delle forze dell’ordine nelle acque dell’Amp? «La Guardia Costiera svolge un lavoro fondamentale in un ampio tratto di mare. Sicuramente avere più mezzi e uomini a disposizione aiuterebbe. La nostra zona è una delle più trafficate in Italia per quanto riguarda il mare. Siamo tra Sorrento, Capri e Positano. La presenza di barche è davvero notevole». Cosa risponde a chi afferma che l’Area marina protetta è solo un insieme di obblighi, vincoli e limitazioni che pregiudicano la libera fruizione del mare? «È una rappresentazione riduttiva e non rispondente alla realtà. Le regole del Parco hanno lo scopo di tutelare un patrimonio naturale unico, garantendo al tempo stesso la fruizione sostenibile del mare. Grazie alla protezione dell’ambiente marino si preserva biodiversità, qualità delle acque, pesca sostenibile e opportunità di turismo responsabile con benefici concreti per cittadini, operatori economici e future generazioni. Quindi più che limitare la libertà, l’Amp ne assicura la sostenibilità nel tempo, evitando il degrado di una risorsa che appartiene a tutti». I circa 1500 ettari di superficie marina tra penisola sorrentina e costiera amalfitana che ricadono nell’Amp Punta Campanella rappresentano l’habitat di numerose specie a rischio. Crede che l’eccessivo traffico marittimo possa comprometterne l’esistenza? «Abbiamo zone a protezione integrale dove è vietato l'accesso e sono ricche di biodiversità. Per esempio a Vetara, una delle due zone A, c’è una bella colonia di Gabbiano corso. Il Vervece è ricco di vita sottomarina, così come la Baia di Ieranto dove è interdetta la navigazione a motore. Quindi alcune zone sono particolarmente tutelate. Il traffico marittimo è sicuramente notevole e nei mesi estivi il moto ondoso e il rumore può creare qualche problema ad alcune specie come i cetacei. Per questo invitiamo tutti i diportisti a mantenere una velocità moderata come previsto dal regolamento del Parco».








