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Il messaggio per ricordare la vittima è scritto chiaro su uno striscione

In ginocchio con il pugno chiuso, la gente del Pilastro a Bologna torna in piazza e ricorda con un minuto di silenzio Abderrahim Fakir.

"Non riesco a respirare": la frase pronunciata da Abderrahim Fakir domenica scorsa durante il fermo di polizia in cui è morto, appare oggi su questo cartellone in bianco e nero poco prima che parta il corteo in sua memoria. Quartiere Pilastro, periferia difficile a nord est di Bologna. Ore 18.00, un'ora prima dell'inizio della manifestazione, tra le case popolari del Pilastro c'è silenzio: poca gente in giro, le finestre socchiuse.

Mezz'ora più tardi la piazzetta in via Italo Svevo, vicino al luogo dell'accaduto e da dove parte il corteo cittadino, si riempie di manifestanti. Il collettivo Plat, che ha organizzato l'iniziativa, alcune persone vengono da fuori Bologna. Il messaggio per ricordare la vittima è scritto chiaro su uno striscione: "Verità e giustizia per Fakir, siamo tutte e tutti Fakir".