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Più trasparenza per chi immette sul mercato o usa chatbot, generatori di immagini, audio e video sintetici, sistemi di riconoscimento delle emozioni e strumenti capaci di produrre deepfake. Sono questi gli obblighi principali che diventeranno applicabili il 2 agosto 2026, data in cui nell'Unione europea si applicheranno gli obblighi di trasparenza previsti dall'AI Act, il primo regolamento organico al mondo sull'Intelligenza Artificiale, in vigore dal 1° agosto 2024. Le violazioni sono sanzionabili fino a 15 milioni di euro o, per le imprese, fino al 3% del fatturato mondiale annuo totale dell'esercizio precedente, se superiore.Le linee guida della Commissione

«La Commissione ha adottato i presenti orientamenti per fornire indicazioni pratiche alle autorità competenti, nonché ai fornitori e agli utilizzatori di sistemi di IA – scrive nel documento sulle linee guida pubblicato il 20 luglio – L'obiettivo è garantire il rispetto degli obblighi di trasparenza previsti dall'articolo 50 dell'AI Act in modo coerente, efficace, proporzionato e uniforme».

La prima novità è che le persone dovranno essere informate quando interagiscono con un sistema di intelligenza artificiale, salvo che ciò sia evidente. Una chiarezza utile per gli utenti e soprattutto per le categorie più fragili come i minori. I contenuti sintetici dovranno avere una marcatura tecnica leggibile dalle macchine a carico dei fornitori (provider) e un'informativa a carico degli utilizzatori (deployer). Un'eccezione viene fatta per i testi di pubblico interesse sottoposti a revisione umana o controllo editoriale, dei quali una persona fisica o giuridica assume la responsabilità editoriale.Gli obblighi per fornitori e utilizzatori