«Non ho nessuna intenzione di morire». Lo chiarisce con un nuovo post pubblicato sui social Pasquale 'Tuccinò Centrone, noto ristorante di Polignano a Mare (Bari), da diversi anni affetto da Sla, dopo che nei giorni scorsi le sue parole erano state interpretate come una richiesta di fine vita. Il tema su cui Centrone chiede aiuto alle istituzioni è, invece, quello legato alla continuità dell’assistenza domiciliare per chi è costretto a vivere nelle sue condizioni fisiche.

«È questo quello che io voglio - scrive - . Non ho nessuna intenzione di morire, quindi pensate a quello che dite scrivendo su di me. Grazie». Nei giorni scorsi c'era stato il primo post di Tuccino, in cui denunciava l’assenza «a quelli come me, pazienti fragili, di terzo livello, di una assistenza domiciliare duratura e dignitosa» e chiedeva al governatore pugliese Antonio Decaro, per «far scuotere le coscienze», di portarlo «in Toscana dove è possibile eseguire il fine vita».

Oggi il nuovo appello, chiarendo le frasi pubblicate nel suo precedente post, e condividendo l’analisi sull'assistenza domiciliare e sul 'fine-vita' fatta dall’ex assessore al Bilancio della Regione Puglia, Fabiano Amati.

«Intervengo di nuovo sulla vicenda di Pasquale Tuccino' e vediamo se riusciamo a capire qual è la battaglia da fare, indicata con precisione da Pasquale. - scrive Amati - Pasquale non ha aperto il dibattito sul fine vita, che pure bisognerebbe portare a concretezza approvando un testo di legge come quello che presentai nelle scorsa legislatura e che mi fu prima bocciato. Pasquale contesta, con la sua denuncia, le modalità di gestione dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi)». Nella denuncia «di Pasquale va riconosciuto un intento di lotta civile, di fronte al quale - conclude Amati - non si può fare altro che togliersi il cappello e mettersi a dare una mano».