Pubblicato il: 24/07/2026 – 9:51

TAURIANOVA Un fondo vitale revocato senza spiegazioni convincenti. Cure palliative interrotte da un giorno all’altro, proprio mentre il marito era fuori regione per curarsi. Un piano assistenziale mai attivato, nonostante fosse dovuto. È il quadro drammatico che emerge dalla lettera pubblica con cui Sergio Carrozza, residente a Taurianova, torna a denunciare — non per la prima volta — le condizioni in cui la sua famiglia è costretta a sopravvivere. Ad affrontare i disagi della burocrazia, insieme a lui, è la moglie Sabina Radu, completamente immobilizzata dalla Sla e incapace di respirare autonomamente, mentre lo stesso Carrozza combatte in parallelo contro un tumore. “Chi di competenza si metta una mano sulla coscienza”, scrive nella lettera, affidata ai giornali “affinché diventi la voce di chi non ha più fiato per gridare”. “Siamo due malati gravi sotto lo stesso tetto — scrive Carrozza — ma per lo Stato italiano e per la burocrazia locale, questo non sembra essere sufficiente a meritare dignità”.

Il taglio del Fondo non autosufficienze

Fino a qualche tempo fa la famiglia percepiva il contributo del Fondo nazionale per le non autosufficienze (Fna), sostegno che Carrozza definisce “vitale” per garantire alla moglie una parvenza di assistenza. Il fondo è stato però revocato improvvisamente, con una motivazione che l’uomo definisce assurda: una presunta incompatibilità con altri servizi assistenziali già percepiti dalla famiglia. Una “logica perversa”, scrive, “secondo cui gli aiuti non si sommano in base alla gravità del bisogno, ma si escludono a vicenda”, lasciando i coniugi con meno tutele di prima.