Mentre in Italia infuriano le polemiche sull’opportunità di dare ad Andrea Pirlo la panchina della nazionale azzurra, alla luce dei suoi legami di sponsorizzazione con la Russia, in Ucraina usano la parole “karma” e “scandalo” per raccontare la vicenda che può costare cara al tecnico bresciano.

Una delle immagini promozionali di Andrea Pirlo col marchio Fonbet

La nomina di Andrea Pirlo come nuovo CT dell'Italia, con la missione di riportare la nazionale al livello che ha occupato per gran parte della sua storia, si è già aggiudicata la palma di scelta più contestata di sempre nella storia della panchina azzurra. Il vento potente che spirava da giorni sugli effettivi meriti del 47enne bresciano di occupare un ruolo così prestigioso ("ma cosa ha fatto in carriera da allenatore?", è la domanda più ricorrente) è diventato nelle ultime ore una tempesta di ben altre proporzioni, invadendo il campo politico.

Scommesse, Russia, rubli, guerra: in una parola etica, questo è il macigno che Pirlo si è visto rotolare addosso. Che è qualcosa di molto peggio che essere additato come ‘raccomandato' dall'amico di una vita Paolo Maldini, laddove altri tecnici avrebbero un curriculum ben più meritevole. Significa che viene contestato, prima ancora, l'essere degno – per motivi extracalcistici – di ricoprire un ruolo di così forte rappresentanza del Paese Italia, del suo popolo, dei suoi valori. Le voci di dentro della FIGC raccontano di un Gianni Malagò molto pensieroso, che non ha chiamato Pirlo per rassicurarlo e che anzi sta meditando bene sul da farsi, col nome di Roberto Mancini prepotentemente tornato in auge. Ovviamente si tratterebbe di un ribaltone che potrebbe portare a uno tsunami della neonata struttura federale, con possibili dimissioni della coppia Maldini-Leonardo.