Bologna, 26 luglio 2026 – A una settimana dalla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto durante un fermo di polizia in via Italo Svevo, sono a centinaia le persone che si sono radunate a pochi metri dal luogo della scomparsa per chiedere “giustizia e verità” sulla vicenda con una “marcia popolare” che attraverserà il Pilastro.
“Siamo tutte e tutti Fakir” c’è scritto sullo striscione che ha aperto il corteo: a tenerlo teso giovani ragazzini che hanno chiesto a gran voce “giustizia” per il 42enne.
Per le strade del rione ci sono Plat, Si Cobas, Giovani Palestinesi, comitato popolare Pilastro e MuBasta. La locandina è stata rilanciata anche dai collettivi Cua e Cas e condivisa da Potere al Popolo. Il corteo percorrerà via Italo Svevo e tutte le vie del Pilastro per poi tornare all'angolo tra via Italo Svevo e via Alfredo Panzini, dove è morto Fakir.
Al momento, non si vede nessun blindato all’orizzonte. Intanto, continua il dibattito sulla sicurezza dopo la notizia della scorta assegnata al sindaco Matteo Lepore. 16:58Il corteo è partito dopo un minuto di silenzio
Dopo un minuto di silenzio, durante il quale tutti si sono seduti per terra con il pugno chiuso alzato, il serpentone ha iniziato a comporsi. Sventolano le bandiere dell’Italia, del Marocco e della Palestina. La testa del corteo, con diversi interventi al microfono, è in via Svevo: “Che non si ripeta mai più quello che è successo a nostro fratello. Tutto il mondo ci sta seguendo”. Un minuto di silenzio, poi tutti seduti e il pugno alzato per Fakir (Foto Donati) 16:50Tanti i cartelli tra cui uno che recita "I can't breathe"














