Un progetto di raffrescamento passivo usa terracotta, acqua e vento dei treni per rendere più vivibili le banchine estive urbane
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In certe stazioni della metropolitana il caldo arriva dal basso, dai muri, dai binari, dalle persone ammassate in attesa. Arriva anche quando fuori la giornata sembra ancora gestibile. Sotto terra l’aria cambia consistenza, si ferma, prende il calore dei treni, degli impianti, delle luci, dei corpi. Chiunque abbia aspettato una metro in piena estate conosce quella sensazione: il rumore della linea che si avvicina, la folata improvvisa, il sollievo di pochi secondi e poi di nuovo l’aria pesante addosso.
Da questa scena molto concreta nasce Terracotta Valley Wind, un concept pensato per trasformare quella folata in qualcosa di utile. L’idea è usare la terracotta in metropolitana come superficie attiva, capace di assorbire acqua e rilasciarla lentamente attraverso l’evaporazione, mentre il vento generato dai convogli attraversa i moduli e porta aria più fresca verso le banchine. Il progetto, premiato nell’ambito del Red Dot Award: Design Concept 2022, viene descritto come un sistema di raffrescamento passivo per le stazioni durante l’estate, pensato per ridurre il ricorso alla climatizzazione tradizionale e il consumo energetico.






