Monza, 26 Luglio 2026 - Una ladra seriale, che ruba per fame nei supermercati, ha un unico programma di sopravvivenza e le condanne non vanno quindi sommate ma “scontate” per la continuazione del reato.
La vicenda
Lo ha deciso la Corte di Cassazione, che ha mandato indietro al tribunale di Monza la sentenza decisa come giudice dell’esecuzione nei confronti di una donna, tossicodipendente, a cui sono state inflitte undici condanne definitive per furto di generi alimentari tra il 2016 e il 2019. Il giudice monzese aveva ritenuto che i furti, commessi per indigenza e tossicodipendenza, fossero risposte a bisogni temporanei e non parte di un piano unitario. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della difesa dell'imputata per unificare le pene, annullando la decisione.
La decisione
Il giudice dell’esecuzione ha il compito di valutare se i reati commessi in tempi diversi possano essere uniti sotto la disciplina del cumulo giuridico (la somma delle pene con sconti di legge). In questo caso, il tribunale di Monza aveva escluso questa possibilità, evidenziando la mancanza di una pianificazione iniziale e sostenendo che la tossicodipendenza e lo stato di povertà della donna non dimostravano un programma unitario, ma rappresentavano una spinta costante a delinquere per soddisfare esigenze immediate. Il tribunale aveva inoltre sottolineato che gli episodi si erano sviluppati in un arco temporale esteso. Ma alcune delle sentenze definitive avevano già riconosciuto il reato continuato tra singoli episodi di furto. La Cassazione ha stabilito che i reati sono stati tutti commessi con lo stesso obiettivo: quello di sopravvivere.







