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La società che avrebbe dovuto realizzare il primo allevamento commerciale di polpi al mondo a Las Palmas, alle Canarie, ha rinunciato citando considerazioni di natura economica e legale. Da anni era un progetto molto contestato dalle organizzazioni animaliste e ambientaliste, che hanno accolto il suo fallimento come una vittoria per i diritti degli animali.

Tutti i polpi che vengono venduti e consumati sono animali selvatici, pescati specialmente nell’Oceano atlantico centro-orientale. Nel mondo non esistono allevamenti, anche se se ne parla da molti anni e ci sono diverse società interessate a quella che viene vista come una nuova opportunità economica. La principale è la multinazionale spagnola Nueva Pescanova, che fa sperimentazioni dal 2018 e progettava di investire complessivamente 50 milioni di euro nel progetto, confidando di iniziare a vendere i primi polpi allevati nel 2023.

Invece questa settimana ha mandato una lettera all’autorità portuale di Las Palmas per comunicare che non farà l’allevamento e di rinunciare alla concessione demaniale che aveva richiesto, spiegando di aver cambiato le proprie valutazioni a causa del numero di obblighi e autorizzazioni ambientali previsti dall’iter amministrativo locale. Nueva Pescanova ha detto però che la rinuncia non implica ripensamenti circa la fattibilità futura di una struttura simile.