Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPer oltre trent'anni migliaia di calciatori sarebbero finiti nei videogiochi senza ricevere alcun compenso per lo sfruttamento della propria immagine. È la denuncia di Andrea Ferrato, direttore generale di Assocapp, l'associazione che tutela calciatori, calciatrici, allenatori, allenatrici e preparatori patrocinati. Al centro della questione c'è il sistema di gestione dei diritti di immagine utilizzati dai principali videogiochi calcistici, un mercato che vale miliardi di euro e che, secondo Assocapp, non redistribuisce adeguatamente le risorse ai diretti interessati.
Calciatori ignari
«Quando si parla di diritti di immagine si pensa sempre ai grandi campioni, ma ci si dimentica che il calciatore è prima di tutto un lavoratore dipendente», spiega Ferrato a ItaliaOggi. «L'immagine dei calciatori è stata utilizzata per anni, soprattutto nei videogiochi, senza un adeguato riconoscimento economico né per gli atleti né per i club. Sono state sfruttate sembianze, caratteristiche fisiche e qualità tecniche all'interno di un mercato che oggi vale miliardi di euro».
Secondo Assocapp, il tema riguarda soprattutto i professionisti delle categorie inferiori e, in alcuni casi, anche i dilettanti. «Messi o altri fuoriclasse hanno strutture professionali che tutelano i loro interessi», spiega Ferrato. «Diverso è il caso della stragrande maggioranza dei calciatori. Abbiamo raccolto le testimonianze di centinaia di atleti, dalla Serie A fino alla Serie D, che ci hanno riferito di non aver mai ricevuto alcun compenso per la presenza della loro immagine nei videogiochi». Tra questi, aggiunge, figurano anche ex campioni del mondo del 1982 e calciatori di primo piano come Emiliano Viviano.













