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Ultimo aggiornamento: 9:09
La crescita della Kings League, competizione a “metà tra calcio e intrattenimento” ideata da Gerard Piqué e diffusa ormai in tutto il mondo, sta creando qualche problema al calcio dilettantistico italiano. Sempre più giocatori, attratti dalla visibilità e dalle opportunità offerte dal nuovo format, scelgono di prendervi parte, mettendo però in difficoltà i club Figc di appartenenza. “Il problema esiste tra Kings League e club dilettantistici o tra questi ultimi e i propri calciatori, che sempre più spesso decidono di giocare la nuova competizione?”, ha dichiarato l’avvocato Mattia Grassani a ilfattoquotidiano.it. I casi di conflitto tra calciatori e società dilettantistiche sono diversi: dal caso Fasano (con Vono e Corvino) a quello di Elia Galligani con Siena e Viareggio.
Un intreccio complesso tra ambizioni personali, obblighi contrattuali e limiti regolamentari, che porta così a interrogativi non solo sportivi ma anche giuridici. “Il punto centrale della vicenda è costituito dal fatto che, dal 1° luglio 2023, i calciatori dilettanti che percepiscono compensi dalle società di appartenenza sono considerati lavoratori“, spiega Grassani, avvocato tra i più esperti in Italia in materia di diritto sportivo. Ma “in un sistema del genere, in cui entrambi i contendenti presentano punti di forza e debolezza, ritengo che una sorta di protocollo d’intesa possa rappresentare la soluzione maggiormente praticabile“, ha concluso l’avvocato.






