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10 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:47
Luigi De Siervo, proprio lui: l’avvocato, l’amministratore delegato della Lega calcio, al terzo mandato. Quello che “la pirateria uccide il football”. Quello che è nato a Firenze, patria di Dante e della lingua italiana, ma quando parla, è tutto un “device”, “boomers”, “millennials”. Quello che dal 1999 al 2014 lavorò in Rai nell’area commerciale e nel 2016 sbarcò nel calcio, ruolo ad di Infront Italia. Quello che lo inquadrano spesso le telecamere al Meazza, sciarpato e con lo sguardo rivolto all’insù, verso il monitor. Quello che ha il cuore che batte per l’Inter, ma questa non è una colpa (non è vietato ad un amministratore delegato del calcio avere una preferenza, ci mancherebbe). Quello che “la nostra tecnologia è al servizio dei contenuti per standardizzare il livello di immagine, siamo una lega all’avanguardia perché siamo i primi ad aver introdotto il Var, la Goal Line Technology e il fuorigioco semiautomatico”. Quello che, ovviamente, ha benedetto l’operazione-Perth per portare in Australia Milan-Como l’8 febbraio 2026 “perché dobbiamo rafforzare la Serie A e organizzare all’estero, seppur in via eccezionale, una partita, aiuta a sviluppare il nostro brand”. E se poi qualcuno, come il milanista Adrien Rabiot, critica la scelta di scendere in campo nella patria dei canguri, De Siervo replica a brutto muso: “Lui si scorda, come tutti i giocatori che guadagnano milioni di euro, che sono pagati per svolgere un’attività che è quella di giocare a calcio”.






