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22 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 9:09

Un format spettacolare, rapido, con regole innovative, match più brevi, ex calciatori di Serie A in campo (Florenzi per esempio, che si fa chiamare ‘Spizzi’) e presidenti–streamer che scendono in campo per calciare un rigore. Accanto al pallone tradizionale ha ormai preso piede un “altro calcio”: la Kings League, il torneo ideato a livello internazionale dall’ex difensore del Barcellona Gerard Piqué e che esiste in Italia da febbraio 2025. Carte speciali, regole differenti, personaggi molto noti del web come presidenti, match 7 contro 7 (ma a volte anche uno contro uno, due contro due e via dicendo) e un’enorme integrazione con piattaforme come Twitch hanno reso questo format molto attraente per il pubblico più giovane. La Kings League offre facile accessibilità digitale e un modo nuovo di vivere il calcio. Si gioca il lunedì. E nel secondo split anche il giovedì in alcune settimane.

C’è un “ma”. E si chiama calcio dilettantistico. Negli ultimi mesi infatti Kings League e società italiane non vanno d’accordo. Il motivo? Tante squadre di Kings League contattano forti calciatori di Serie D ed Eccellenza per tesserarli anche nel loro torneo. E oggi sono più di 50 in totale i giocatori che si dividono tra Kings League e dilettanti. Pochi rifiutano, in tanti decidono di sposare questo nuovo progetto, attratti dalle tantissime opportunità che offre, soprattutto in visibilità. Ed è per questo che quello che inizialmente sembrava solo un fenomeno mediatico o un’attività parallela per alcuni giocatori di D ed Eccellenza, adesso sta iniziando a creare veri e propri casi tra club e tesserati. Da una parte i club di Kings League vogliono alzare il tasso qualitativo delle loro squadre con gente che di mestiere – anche se in categorie dilettantistiche – fa il calciatore. Dall’altra ci sono i club dilettantistici che ostacolano il “doppio impegno“. Non vogliono che i loro tesserati giochino il giorno dopo il match di campionato, non osservando il classico riposo post gara. Non vogliono il rischio di infortuni in un’altra competizione. Non vogliono che i loro calciatori debbano anche affrontare un viaggio la domenica sera o il lunedì mattina direzione Milano, dove appunto si gioca la Kings League. I casi sono tantissimi: dal Fasano al Viareggio, passando per l’Unione La Rocca Altavilla (Serie D).