ROVIGO - A oltre cinque mesi dalla morte di Rossini, il gatto diventato simbolo di Rovigo, sul fronte giudiziario non ci sono ancora sviluppi ufficiali. L'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica dopo la denuncia presentata dalla proprietaria Lavinia Cantà per presunta omissione di soccorso contro ignoti, è ancora in corso. Mentre si attende l'esito delle indagini, però, il ricordo del celebre micio continua a trasformarsi in un impegno concreto per gli animali del territorio. È nata, infatti, l'associazione "Rossini Gatto di Rovigo", costituita proprio con l'obiettivo di dare continuità al messaggio di affetto e solidarietà nato dopo la scomparsa del felino.
L'associazione «Sul fronte penale ancora nulla - spiega Cantà - ma so che le indagini della Procura sono andate avanti. Nel frattempo abbiamo deciso di costituirci in associazione e di destinare le donazioni raccolte durante la mostra "Rossini per sempre" alle realtà cittadine che ogni giorno si occupano dei gatti abbandonati». L'esposizione, allestita tra maggio e giugno nella sala Celio, aveva raccolto fotografie, ricordi, messaggi e oggetti dedicati al gatto rosso che per oltre dieci anni ha vissuto libero tra piazza Vittorio Emanuele II e le vie del centro, conquistando residenti e turisti, fino a diventare una vera mascotte della città. Le offerte raccolte serviranno ora a sostenere economicamente le associazioni rodigine impegnate nella cura delle colonie feline e degli animali in difficoltà. «Il contributo comunale destinato complessivamente alle associazioni di volontariato è di appena quattromila euro - sottolinea Cantà - per questo ci sentiamo in dovere di dare una mano, per quanto ci è possibile». Rossini è deceduto il 14 febbraio dopo essere stato investito in via Celio. La sua scomparsa ha suscitato una profonda emozione, dando vita a una mobilitazione spontanea con petizioni, richieste di chiarimento sulla dinamica dell'incidente, una cerimonia commemorativa in municipio, la mostra dedicata e più recentemente, anche un graffito che ne custodisce la memoria. In attesa che la magistratura faccia piena luce sulla vicenda, l'eredità lasciata dal gatto più famoso di Rovigo continua a vivere attraverso un'iniziativa di solidarietà rivolta a chi ogni giorno si prende cura degli animali più fragili.







