TROPPO POCA ACQUA NEL CANALE DI PANAMÁ. ALTRA BATOSTA PER IL COMMERCIO GLOBALE

Dal 25 luglio, l’Autorità del Canale di Panamá sospende parte del sistema di prenotazione per le chiuse Panamax, riducendo la capacità giornaliera da 36 a 34 transiti. Motivi: i livelli d’acqua in netto calo nel lago Gatún, e il rischio di un El Niño particolarmente forte, dopo che l’episodio 2023‑24 aveva già fatto crollare i passaggi mensili. La profondità del Gatún, che sovrasta il canale e alimenta le chiuse, è ora di 25,8 metri, leggermente sotto la media quinquennale di luglio, e le proiezioni indicano ulteriori cali in vista entro settembre. Nel corso dell’ultimo El Niño 2023-2024 i transiti mensili scesero fino a 1.054 nel febbraio 2024 da un picco di 1.523 nel dicembre del 2022.

Meno slot per i transiti significa aste più competitive e maggiori difficoltà per le navi che si presentano senza prenotazione, con possibili ritardi e rialzi dei noli su rotte che già soffrono per i colli di bottiglia in Medio Oriente, con i chokepoints di Hormuz e di Bab-el-Mandeb, dove rispettivamente imperversa il conflitto Iran-Usa e le minacce Houthi nel Mar Rosso. In un sistema just‑in‑time, qualche transito in meno al giorno crea onde lunghe sulle scorte, sui tempi di consegna dei prodotti e anche sui loro prezzi. La lezione da imparare: le infrastrutture idriche e le vie d’acqua sono esposte alla variabilità climatica. Gestirle diventa sempre più complicato.