È il rock, nelle sue molte forme, a segnare questa settimana di album e singoli: da Charlie XCX agli Strokes, passando per Edda e Glocky. Ecco le recensioni della settimana.
Charlie XCX e Glocky
Prima che l’industria discografica venisse invasa dagli ultracorpi dell’intelligenza artificiale era legittimo interrogare la musica con domande che danzavano intorno all’influenza che la riproducibilità tecnica vi poteva esercitare: questo disco è "fatto con lo stampino"? Quell’artista sta inseguendo il successo commerciale? Questo progetto insegue un trend? Oggi, mentre Deezer annuncia che il 50% dei nuovi upload sulle piattaforme viene realizzato con IA generativa, queste indagini risultano ingenue di fronte a una realtà che ha accelerato nella direzione più stupida: tutto è copiato, meccanicamente e con grande efficienza, per poter ambire a suggere qualche centesimo di profitto dall’enorme bacino stagno dello streaming.
Eppure, mentre si infiltrano i dubbi che sia tutta una grande farsa, ancora ci si trova a pensare se un disco o una canzone rappresentino l’identità profonda di chi li ha ideati, prodotti, interpretati. Anzi, a maggior ragione. Tutti vogliamo qualcosa di autentico, qualunque cosa sia. Trovarlo, è la vera sfida. Intanto, ti basta sapere che le risposte più semplici e ovvie sono quasi sempre quelle sbagliate. L’anti-marketing è la più insidiosa mossa di marketing possibile, e questo lo sa bene Charli XCX che ha parlato di questo scioglilingua di concetto (ben noto a chi si occupa di vendite e comunicazione) pochi giorni prima di lanciare il suo nuovo album uscito venerdì, "Music, Fashion, Film". "L’atteso seguito di brat", come si dice in questi casi, è tutt’altro che lo svelamento di cosa c’è veramente dietro la cortina verde del successo. L’album uscito nell’estate 2024 aveva presentato il ritratto di una bestia da club, bombardata (e quindi spesso indurita) dalle domande impertinenti che la società pone alle ragazze e dalle ansie (pensavi che Apple fosse solo un balletto?) che queste affastellano nelle loro psiche. Tutto questo interrogare e dubitare resta aperto nel nuovo album, con un’aggiunta pericolosa: le aspettative di chi ha imparato ad amarti due anni fa.











