È stata presentata al Museo archeologico nazionale di Taranto la mostra “L'arte della vittoria. Atleti e competizioni nel Mediterraneo”, che resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2027. A pochi giorni dall’avvio dei XX Giochi del Mediterraneo, il MarTa racconta il valore dello sport attraverso la cultura e le radici della Magna Grecia, ponendo al centro il celebre Atleta di Taranto, vissuto agli inizi del V secolo a.C. e sepolto con il suo sarcofago e quattro anfore panatenaiche, simbolo delle vittorie conquistate nei giochi in onore di Atena. L’esposizione propone anche importanti novità scientifiche frutto delle ricerche condotte con il Cnr e l’Università Sapienza di Roma.

Le analisi del Dna dell’Atleta hanno evidenziato che era intollerante al lattosio, apparteneva al gruppo sanguigno 0, presentava una predisposizione genetica alla psoriasi e possedeva una variante oggi associata a migliori prestazioni negli sport di potenza e velocità. L’esame del tartaro dentale ha inoltre rivelato tracce di Dna di molluschi, compatibili con il consumo di alimenti marini.

«Il progetto di questa mostra è nato dalla volontà di affermare la stretta connessione tra la virtù atletica che ci tramanda l’archeologia del territorio, fondata sulla storia di un atleta antico vissuto a Taranto, con il valore dell’atletismo dell’epoca contemporanea, come parte di una storia millenaria che nella dimensione internazionale dei Giochi del Mediterraneo trova una eccezionale occasione di celebrazione e azione condivisa. Il gesto atletico come occasione di incontro tra popoli e culture differenti nel segno della pace», ha dichiarato la direttrice del MarTa, Stella Falzone.