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La Commissione parlamentare antimafia prima della pausa estiva effettuerà un sopralluogo al porto di Gioia Tauro. Lo si evince leggendo il report parlamentare della riunione svoltasi il 15 luglio scorso, durante il quale la presidente Chiara Colosimo ha annunciato la missione nel porto calabrese per la fine del mese. Si tratta di una visita importante dopo che in commissione nei mesi scorsi sono stati approfonditi molti dossier sul potere della ’ndrangheta di infiltrarsi nella principale attività economica della Calabria. Ma non solo dalle audizioni espletate negli ultimi mesi la commissione ha potuto appurare - o per meglio dire avere la conferma - della relazione stabile tra i trafficanti di droga del Sud America con le cosche locali. Ma non solo la Commissione parlamentare di inchiesta approfondirà tutto il sistema del porto anche dal punto di vista di possibili infiltrazioni nei grandi appalti milionari che interessano l’area “blindati” da rigidi protocolli d’intesa antiinfiltrazione ma comunque sempre attenzionati dalla criminalità organizzata. Gioia Tauro, infatti, è uno dei luoghi più sensibili per lo strapotere della ’ndrangheta che nel corso degli anni è riuscita a tessere importanti relazioni e a condizionare anche le pubbliche amministrazioni (in questa area è concentrata, infatti, un’ampia platea di comuni i cui organi più volte sono stati sciolti per infiltrazioni).