PINZOLO. Giovanni Simeone, qual è il bilancio finale di questo ritiro in Trentino? «Molto positivo: c’è gente ed energia nuova. Ci serviva questo: gente con lo spirito di voler vincere e voglia di creare un nuovo Toro. I primi giorni sono andati bene, si lavora con idee nuove e stiamo cercando di creare una nuova identità». La sconfitta con il Cittadella ha creato qualche malumore tra i tifosi…«Sono giorni complessi e stiamo creando qualcosa di bello: lasciamo stare questa sconfitta. Quando c’è il ritiro le gambe sono pesanti, ma contano le idee e siamo sulla strada giusta». Come vede la stagione che sta per iniziare?«Si inizia da zero, siamo tutti uguali e c’è un nuovo mister. Si sta creando una squadra e si sta creando qualcosa di bello. Mi auguro il meglio per questa squadra, ma c’è una bella energia». Abate è un allenatore debuttante in Serie A: le ricorda qualcuno?«Conte per l’intensità degli allenamenti e per la cura maniacale del dettaglio. Poi ti mette pressione e un po’ pazzo bisogna essere per fare questo. Lui ha le sue idee e la sua impronta che sta facendo vedere: ha tanta voglia di migliorare e migliorarci».
Il River Plate l’ha corteggiato a lungo: perché ha scelto di restare?«Tornare in Argentina mi piacerebbe tantissimo e arriverà quel momento, ma non lo è ancora. Ora devo stare qua, creare un nuovo gruppo e concentrarmi sul Toro che ha un allenatore nuovo. Sono concentrato al 100% sul Toro». Cairo e Petrachi che parola-chiave hanno usato per convincerti?«Ci siamo parlati con il presidente e siamo stati molto chiari. È andata così, non c’è stata una parola in più o in meno per convincermi». Molti tifosi, scherzando, pensano che la seconda maglia stile River sia stata fatta per farla sentire a casa e così restare…«Il Toro ha già avuto questo tipo di maglia, ma anche il River ha onorato i granata (sorride, ndr). E’ sempre una bella cosa: c’è questo legame e sono molto contento che River e Toro siano uniti dopo la tragedia di Superga». A proposito di tifosi, ora la curva Maratona tornerà allo stadio. Quanto vi è mancata?«Rimango con la memoria al derby, quando sono tornati, e mi sono emozionato tantissimo. Ho sentito quella forza contro la Juve e sentivo che potevamo vincere il derby... Quando giocavo contro il Toro e vedevo lo stadio pieno, era difficile fare punti contro i granata. Non avevamo dubbi: i tifosi danno una spinta in più per fare grande il Toro, oltre ad aiutarci tantissimo». Cosa cambia nel giocare con il 3-4-2-1 di Abate?«Giocare con Abate mi piace, ha idee e vuole giocare per essere molto partecipativo e offensivo. Poi sono tante le cose da migliorare: idee e principi sono buoni, vanno solo assimilati il prima possibile».






