L’abbraccio dei tifosi nella grande festa del Cagliari. Per chi conosce la politica sa che d’estate, dagli Anni Novanta fino a poco più di dieci anni fa, Ponte di Legno diventava il quartier generale della Lega Nord. Erano i tempi di Umberto Bossi, della Padania prima di tutto, del Carroccio di governo. Ieri sera, nelle viuzze attorno a piazza Giovanni XXIII, dove un tempo era la politica a catalizzare le discussioni, si parlava invece di calcio. Ed era un tripudio di bandiere e maglie rossoblù (compresa quella nuova, la prima divisa di gara, svelata ieri), di cori da stadio e di forzacagliari convinti per accogliere, sul palco della piazza intitolata al Papa buono la delegazione capeggiata dal tecnico Fabio Pisacane.
La festa
L’arrivo della squadra a bordo di un trenino turistico ha reso ancor più simpatico l’abbrivio. Sul palco, una volta rotto il ghiaccio, il nostro Alberto Masu, che ha presentato la serata assieme a Francesco Aresu, ha coinvolto proprio Pisacane. E l’allenatore è andato subito dritto al cuore dei supporter: «Ho il privilegio di rappresentare questa maglia, sono circondato da ragazzi che hanno una grande cultura del lavoro, sia i giocatori che i membri dello staff», ha argomentato. «Una parola per questa stagione? Direi merito. Dobbiamo meritarci tutto: la maglia, la fiducia e la passione della nostra gente, il loro affetto. Il gruppo è valido e forte, ogni squadra ha bisogno di voglia di combattere e di migliorarsi ogni giorno».






