Per chi fosse - comprensibilmente - convinto del contrario, la smentita arriva dal diretto interessato: «No, non sono perfetto. Ho tanti difetti, sono bravo a mascherarli». Saranno dietro quel corpo scolpito nel corindone, sicuramente non si vedono quando Roberto Bolle danza, leggiadro ed etereo, e sembra quasi una divinità. Un mix perfetto, di forza e compostezza, eleganza ed educazione, che giustificano la fama costruita in punta di piedi, nei più prestigiosi palchi del mondo, e rincorsa da piccolo, a 11 anni è entrato alla scuola di ballo dell’Accademia Teatro della Scala, questa sera (reduce dal conferimento della stella sulla Walk of Fame) alle 21 entra al Forte Village di Santa Margherita di Pula e porta all’Arena il gala “Roberto Bolle and Friends”, prodotto da Artedanzasrl, media partner L’Unione Sarda.

Che bambino era?

«All'inizio molto timido e riservato, abbastanza solitario, ma già da allora studioso: mi applicavo tanto e mettevo grande impegno in ciò che facevo. Negli anni la danza mi ha aiutato a formare anche il carattere, facendomi per forza vincere timidezza e ritrosia».

Oggi che uomo è?

«Una persona più consapevole, matura e aperta, anche per ciò che sono le amicizie e le connessioni. Credo anche molto empatica, certamente meno solitaria».