di
Alberto Giulini
In Val di Susa il «blocco nero» assalta il cantiere di Chiomonte, incendia quattro mezzi delle forze dell'ordine e provoca oltre 60 feriti tra gli agenti. Bloccati treni e autostrada A32
L’orologio segna le 13 in punto. Dalle grandi casse montate su un piccolo furgone risuonano le note di Rino Gaetano. Da Borgata 8 Dicembre, cuore del Festival Alta Felicità, parte la tradizionale marcia No Tav. È l’inizio di una lunga giornata che proseguirà tra camminate nei boschi e una violenta guerriglia all’interno del cantiere.
Il corteo dei ventimila«Siamo ventimila», esultano i manifestanti. «Dopo dieci anni di lotte continuiamo con questa esperienza che ogni anno riunisce decine di migliaia di giovani e persone da tutta Italia. Davanti alla distruzione della nostra terra ci contrapponiamo. Abbiamo capito come lottare, dobbiamo usare tutti i mezzi e le capacità che abbiamo a disposizione. Oggi vogliamo fermare la Tav, in autunno torneremo a scuola a lottare per il nostro futuro. La Val di Susa ci ha insegnato a lottare. Siamo qua anche per ricordare la morte di Fakir, un omicidio di Stato». La morte del 42enne di Bologna viene ricordata più volte, già nei giorni di apertura del festival. «Dalle piazze agli stadi, sbirri assassini», recita uno striscione affisso all’interno del campeggio di Venaus. Il riferimento è a Fakir, ma anche a Marco Basoccu, il tifoso della Juventus gravemente ferito dal lancio di un lacrimogeno ad altezza d’uomo prima del derby del 24 maggio.












