HomeCronacaNo Tav, assalto ai cantieri in Val Susa: lancio di pietre e bombe carta. A fuoco cinque blindati, 50 agenti feritiIn marcia ventimila persone. Il corteo del Festival dell’Alta felicità si è poi diviso. Gli scontri per un’ora con alcune centinaia di antagonisti. Lacrimogeni e idrantiIl cantiere di Chiomonte è stato attaccato con bombe carta e pietreRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciTorino, 25 luglio 2026 – Prima le pietre e le bombe carta contro la polizia che proteggeva il cantiere del San Didero. Poi i cinquecento incappucciati che assaltano Chiomonte e vengono respinti solo dopo un’ora di guerriglia. La tradizionale marcia No Tav in Val di Susa finisce con due camionette dei carabinieri e due della polizia date alle fiamme e oltre 50 feriti tra le forze dell’ordine, secondo il sindacato Coisp. La manifestazione è partita da Venaus, sede del festival Alta Felicità, per raggiungere i cantieri dell’alta velocità Torino-Lione. Ad aprire il corteo lo striscione “C’eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav”. E l’annuncio degli attivisti sui social: “È partita la marcia verso i cantieri della devastazione! Siamo 20.000” .
La manifestazione
Prima della manifestazione erano stati sequestrati dalle forze dell’ordine alla stazione di Bardonecchia fionde, razzi, biglie, petardi e fuochi d’artificio. Alla vigilia del corteo il prefetto di Torino, Donato Cafagna, aveva imposto limitazioni e divieti per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, mentre il questore Massimo Gambino aveva emesso quattordici provvedimenti tra daspo urbani e fogli di via. Allontanati anche tre cittadini francesi.











