di
Natalia Distefano
Intesa fra ministero della Cultura e Università di Bologna sulla abitazione di Mentana, alle porte di Roma, progettata da Andrea Busiri Vici, che custodisce le collezioni d’arte dello studioso
Ci sono voluti quasi trent’anni per esaudire il sogno di Federico Zeri (1921-1998), tra i più autorevoli, colti e taglienti storici dell’arte italiani del Novecento.
La villa alle porte di RomaPrima di morire, lo studioso si preoccupò di lasciare all’Università di Bologna la sua dimora di Mentana, alle porte di Roma — una villa, con annesse biblioteca e fototeca, circondata da terrazzi e giardini — nell’intenzione di farne un centro di studio aperto al pubblico. Ma la difficile manutenzione dell’immobile (esteso su circa dieci ettari) lo ha invece condannato a decenni di abbandono e perfino a tentativi di cessione (nel 2018 fu messo in vendita con base d’asta di 2,4 milioni di euro). Dopo anni di incuria, finalmente la svolta: ieri è stato sottoscritto l’accordo tra il ministero della Cultura e l’Alma Mater Studiorum Università di Bologna per la valorizzazione di Villa Zeri, che entrerà a far parte della rete museale nazionale dello Stato.











