«Gli spazi pubblici devono tornare a essere luoghi vivi, frequentati e animati da cittadini e cittadine e da una rete sociale coesa. Rivolgiamo per questo un appello forte a tutta la comunità barese: non giriamoci dall’altra parte». È quanto chiede, in una nota, il coordinamento regionale di Libera Puglia che così interviene sull'aggressione subita dalla studentessa di 26 anni, picchiata nel tardo pomeriggio di giovedì scorso, nei pressi dei bagni pubblici del parco Rossani a Bari.

«Vedere dei minorenni e i genitori di uno di loro protagonisti di dinamiche violente è il sintomo visibile di un disagio giovanile e sociale profondo che viene da lontano», prosegue la nota in cui l’associazione ribadisce «con fermezza che la violenza è il comune denominatore che unisce i comportamenti prevaricatori della vita quotidiana con le dinamiche mafiose: la matrice culturale e sociale è la stessa, fatta di sopraffazione, controllo del territorio e pretesa di impunità, e per questo condanniamo fermamente l’episodio».

«Lavoriamo ogni giorno nelle scuole e nei quartieri per costruire spazi di ascolto, prevenzione ed educazione alla democrazia e alla giustizia sociale - si legge nella nota - siamo convinti che sia importante l’azione collettiva e l'alleanza tra istituzioni, associazioni, collettivi giovanili e presidi sociali che abitano e difendono le comunità locali. La vera sicurezza si costruisce facendo rete, non erigendo muri». «L'indifferenza è il terreno fertile in cui crescono la sopraffazione e la solitudine. Essere presidio sul territorio significa prendersi cura dei luoghi e delle persone che li attraversano, insieme», conclude la nota.