Giuditta D'Elia, la 26enne aggredita al Parco Rossani di Bari dall'addetta alle pulizie dei bagni e da un gruppo di ragazzini, non ha mai smesso di metterci la faccia sui social, usando Instagram soprattutto come mezzo per veicolare messaggi di pace e coraggio. Ma questa mattina, sulle sue stories, è apparsa l'ennesima denuncia di un'aggressione. Stavolta non fisica, ma verbale. La studentessa di Filosofia scrive sui social di essere stata "accerchiata in monopattino" mentre le venivano rivolte "accuse che saranno presto smentite non appena la magnifica giustizia farà il suo corso". La 26enne, stando al suo racconto, sarebbe stata ripresa in video da due persone mentre si apprestava, nuovamente, al Parco Rossani: "Che mondi sono questi? Accerchiarmi mentre cerco di entrare nel luogo dell'aggressione come sfida personale? Riprendermi mentre mi urlate contro? Evidentemente qualche rapporto di amicizia con i suddetti aggressori vi giace alla base di questa ennesima ridicolizzazione dell'umanità. Io non ho paura e non l'avrò mai".
Il racconto prosegue: "Mi hanno accerchiata urlandomi 'abbiamo visto tutto, te lo meriti, i bambini non si picchiano'". E aggiunge: "La bambina [quella del giorno dell'aggressione e figlia dell'addetta ai bagni pubblici, ndr] non l'ho nemmeno sfiorata. Contro i miei avvocati ho dichiarato, sporgendo denuncia, di averla addirittura strattonata, ho volutamente peggiorato le mie azioni nel tentativo di spiegarmi una violenza".










