L'appello al ministro Nordio "Se davvero si fosse ritenuto necessario un intervento - dice ancora l'avvocato -, sarebbe bastato un richiamo in caserma, un ammonimento, un percorso di supporto. Invece lo Stato, dopo aver abbandonato totalmente questa famiglia nel momento più drammatico della sua esistenza, sceglie oggi la strada della repressione. Da mesi denuncio pubblicamente, anche in televisione, il totale isolamento in cui sono stati lasciati Marcello Carbonaro ed Enza Cossentino", ricorda il legale della famiglia di Martina, che aggiunge: "Oggi rinnovo quell'appello e chiedo al Ministro della Giustizia di intervenire immediatamente a sostegno di questi genitori e di verificare perché due vittime indirette di un omicidio siano state lasciate completamente sole e perché, anziché essere assistite psicologicamente, venga addirittura chiesta nei loro confronti una misura cautelare fondata su condotte che, alla luce della stessa giurisprudenza della Cassazione, meritano di essere lette nel loro reale contesto umano e psicologico".
Femminicidio Carbonaro, dopo le minacce in aula chiesto il divieto di avvicinamento ai genitori della vittima
Femminicidio Carbonaro, il legale: "Così lo Stato uccide Martina una seconda volta: il dolore di due genitori non può essere trasformato in un reato".







