La madre, davanti al palazzo di giustizia del capoluogo campano, si è augurata che l'assassino sia condannato al "fine pena mai" per l'omicidio volontario pluriaggravato di cui è accusato. "Ogni giorno indosso una maschera, ma sto malissimo", ha aggiunto, sostenendo però che il dolore non le impedirà di lottare per ottenere che sia fatta "giustizia per mia figlia". "È dura", ha ammesso, "ma sono più agguerrita di prima", ha aggiunto la donna, rappresentata dall'avvocato Sergio Pisani. "Dopo l'omicidio anche le minacce - ha ricordato l' avvocato - non è possibile che i riflettori su questa famiglia siano accesi solo in occasione del processo. Chiediamo allo Stato degli psicologi che siano presenti in aula e non solo. Questa famiglia ha bisogno di aiuto". "Il vero dramma lo stiamo subendo noi - ha detto la mamma di Martina Carbonaro -, mia figlia è in una tomba, ad Afragola. Lui, l'assassino, potrà uscire di carcere e godersi la vita"."In un Paese normale, dopo un omicidio del genere, ci si aspetta dai genitori dell'autore di questo delitto le scuse. E invece oggi davanti a tutti c'è stato questo gesto del dito portato alla gola da parte del padre dell'imputato che ha detto: Io ti uccido, ti taglio la gola. Ci sono anche le telecamere, quindi chiederemo l'acquisizione".