«Quello che ha dichiarato il procuratore De Lucia è esattamente ciò che è accaduto: il controllo delle carceri da parte della criminalità. Dire che questa è un'offesa alla polizia penitenziaria, significa che non si è compreso da dove parte il problema». Lo scrive, sul proprio profilo Facebook, il procuratore aggiunto di Catania Sebastiano Ardita, che dal 2002 per nove anni è stato direttore generale dell'ufficio detenuti del Dap.

«Significa – aggiunge il magistrato – non essersi documentati, ma neppure incuriositi per capire come si sia arrivati a tutto questo. Non aver compreso quali scelte politico-amministrative, quali enormi assunzioni di responsabilità giuridiche, contabili, forse anche penali, si annidano in alcune scelte di gestione penitenziaria compiute tra il 2012 e il 2015. E questo – conclude Ardita – la polizia penitenziaria lo sa benissimo. Sarebbe bastato chiedere a uno di loro anziché difenderli da un'accusa che nessuno gli ha mosso e potrebbe mai muovergli».