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Manuel Foffo, condannato in via definitiva per l'omicidio di Luca Varani commesso insieme a Marco Prato, morto suicida in cella la notte prima del processo, a dieci anni dal delitto avvenuto nel suo appartamento in via Igino Giordani, nella zona est di Roma, la notte tra il 4 e il 5 marzo 2016, si racconta all'Adnkronos. "Mi fa piangere pensare a quando ero in macchina con Prato e vivevo la consapevolezza della morte di Luca - dice - Per me ha rappresentato la fine di tutto. Ho ancora l'immagine impressa dentro di me di un muro che mi si chiude davanti agli occhi. E' stato un momento drammatico per la mia vita - continua - anche, e ci sono stato malissimo, come del resto anche oggi a pensarci. Al contrario, mi strappa un sorriso il fatto di non arrendermi mai, di portare avanti i miei obiettivi, pur consapevole che la strada da quel giorno si è fatta più difficile". "Non sogno quei giorni, mi capita però di pensarci - prosegue Foffo - Non posso dimenticare ciò che è successo, per costruire bene sia il presente che il futuro. Di libri, invece, ne leggo tantissimi, del resto come già facevo ai tempi. Più di ogni altro, mi manca la libertà e tutti gli aspetti che comporta avere una vita libera. Il sogno è questo, riuscire a ricostruirmi una vita raggiungendo gli obiettivi che mi sono prefissato e che, per fortuna, ho ancora".