Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiFondi pensione e Tfr: la sceltaLe nuove regole di adesione alla previdenza integrativa e le prestazioni: guida alle decisioni per lavoratori e aziendeDisoccupazione «di fatto inesistente» per i farmacisti della nostra Penisola: al 31 dicembre del 2025, infatti, le persone senza lavoro iscritte all’Enpaf (l’Ente di previdenza e assistenza della categoria) risultavano pari all’1,37% del totale degli associati, ovvero a 1.395 su un totale complessivo di una platea di 101.640 professionisti della «croce verde». È un passaggio della memoria che il presidente della stessa Cassa pensionistica Maurizio Pace ha consegnato e illustrato ieri mattina alla Commissione parlamentare per il controllo delle gestioni previdenziali, cogliendo l’occasione di ricordare le caratteristiche dell’assetto dell’Istituto che guida dall’ottobre dello scorso anno: ad essere obbligatoriamente assicurati sono tutti gli iscritti agli Albi dei farmacisti. E, dal 1° gennaio 2018, le società di capitali e le cooperative, nonché le realtà produttive di persone titolari di una struttura privata, rispettivamente con capitale maggioritario di soci non farmacisti, o con maggioranza di soci non appartenenti alla categoria, versano all’Ente un contributo pari allo 0,5% del fatturato annuo al netto dell’Iva; un vincolo, questo, recita il documento, connesso all’introduzione, nella legge sulla concorrenza, del capitale nella gestione degli esercizi privati, cui si riconnette la disposizione che fa venire meno l’obbligo dell’iscrizione all’Albo per tutti i soci di realtà che amministrano tali tipi di negozi. «È evidente come il nuovo modello gestionale (che al 31 dicembre del 2025 conta 1.662 società, in progressivo e costante aumento) rappresenti un fattore rilevante di contrazione della contribuzione previdenziale soggettiva, incidendo direttamente sulla riduzione della platea dei contribuenti principali, titolari, o soci di farmacia», va avanti la memoria presentata nella Bicamerale. Osservando l’andamento nel periodo 2020-2024, affiora la predominanza «rosa» nel bacino degli associati: nel primo anno analizzato gli uomini erano 29.056 e le donne 68.692, nell’ultimo i primi erano calati a 27.764, la componente femminile aveva subito un’«escalation» fino a 73.075, trainando gradualmente la platea complessiva verso l’alto.