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Il ministro dell’Istruzione indiano Dharmendra Pradhan si è dimesso sabato, riconoscendo una grande vittoria per il Partito degli scarafaggi, il movimento giovanile e studentesco che da mesi sta organizzando grandi proteste contro i problemi del sistema scolastico e il governo di Narendra Modi.

Nei giorni scorsi migliaia di persone, soprattutto giovani, avevano protestato a New Delhi, marciando verso il parlamento prima di essere caricati e dispersi dalla polizia. Chiedevano riforme al sistema scolastico e le dimissioni di Pradhan, ritenendolo responsabile di diverse frodi avvenute agli esami nazionali di discipline diverse, e in particolare a quello di medicina.

Le proteste del Cockroach Janta Party, il Partito popolare degli scarafaggi, vanno avanti da maggio, e sono diventate enormi fino a rappresentare la principale minaccia al governo di Modi degli anni recenti. Erano nate in reazione alla decisione del governo di far ripetere a oltre due milioni di studenti il difficile e importante esame per accedere alla facoltà di medicina, dopo che era emerso che le risposte erano state diffuse in anticipo in un tentativo di frode.

Le proteste erano partite nei movimenti degli studenti, che erano stati accusati di lassismo dal ministro della Giustizia indiano, che li aveva paragonati a “scarafaggi”. In risposta a quell’insulto, il 30enne laureato alla Boston University Abhijeet Dipke aveva creato per scherzo il Partito degli scarafaggi, che nel giro di poche settimane aveva raccolto moltissimi sostenitori ed era diventato l’animatore principale delle proteste contro i problemi del sistema scolastico, che nel frattempo si erano estese alle grandi città indiane, da Mumbai a Calcutta. Dal 20 giugno è in corso un sit-in davanti al parlamento indiano, e anche il noto attivista e ambientalista Sonam Wangchuk si era unito alle proteste con uno sciopero della fame.